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Il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’editoria digitale

Era evidente già da alcuni anni che l’intelligenza artificiale sarebbe stata in grado di rivoluzionare molte realtà aziendali e commerciali, nonché l’intera società. Tuttavia, l’utente comune del web ha percepito l’intelligenza artificiale come qualcosa di poco coinvolgente (gli assistenti virtuali, per esempio), mentre l’idea di un’entità digitale con cui conversare di tutto, capace di comprendere chiaramente le nostre richieste e persino di mostrare creatività, era ancora considerata astratta o addirittura fantascientifica. Nel 2022, alcuni strumenti inizialmente considerati curiosi e/o divertenti, come l’intelligenza artificiale generativa GPT-3, hanno fatto il loro ingresso prepotente nella vita di molte persone. In milioni oggi si sono resi conto che quei “giocattoli” erano in realtà strumenti creativi incredibilmente efficaci, appena usciti dalla fase embrionale di apprendimento e pressoché pronti per essere utilizzati da diverse tipologie di professionisti.

In questo articolo ci occuperemo di un’attività imprenditoriale che ha già subito una profonda rivoluzione con l’avvento della tecnologia digitale e del web 2.0. Con l’espressione “editoria digitale” ci si riferisce alla pubblicazione di libri sotto forma di e-book, audiobook oltre che di riviste e giornali online. Essa permette di pubblicare libri in modo più conveniente rispetto alla stampa tradizionale, poiché non ci sono costi legati alla produzione e alla distribuzione fisica dei libri. L’editoria digitale ha anche permesso la diffusione del self-publishing, ovvero la pubblicazione di libri da parte degli scrittori senza dover passare attraverso le case editrici tradizionali. Inoltre, la tecnologia consente una maggiore interattività nei libri digitali, ad esempio, gli e-book possono ora includere elementi multimediali come immagini, video e audio, e possono anche essere arricchiti con funzioni interattive come quiz e giochi.
Una realtà digitale che è necessario tenere in considerazione parlando di editoria è la blogosfera, ovvero l’insieme di tutti i blog presenti su internet. I blog sono siti web che vengono aggiornati frequentemente da una o più persone e contengono scritti personali, commenti, notizie, opinioni e altri contenuti. La blogosfera è nata alla fine degli anni ’90 e si è sviluppata rapidamente diventando una parte importante della comunicazione online. Oggi ci sono milioni di blog in tutto il mondo su una vasta gamma di argomenti, dalle notizie alla tecnologia, dalla cucina alle relazioni, dalla politica alla moda.
Esiste un legame stretto tra la blogosfera e l’editoria in quanto entrambi sono mezzi di comunicazione utili a condividere informazioni e opinioni, spesso influenzandosi a vicenda. Ad esempio, i giornalisti e gli scrittori professionisti possono utilizzare i blog per promuovere i loro lavori e per interagire con i loro lettori. D’altra parte, i blogger possono utilizzare le loro piattaforme per attirare l’attenzione su questioni importanti e per generare dibattiti. Inoltre, l’editoria tradizionale spesso utilizza i contenuti dei blog per la propria attività di ricerca e per la generazione di notizie.

Una tale evoluzione dell’industria editoriale ha prodotto nel tempo un risultato sicuramente molto interessante, soprattutto per i lettori: la creazione e la diffusione su internet di una grande quantità di articoli, guide, saggi, recensioni in forma completamente gratuita. Tutti i gruppi editoriali hanno oggi un’offerta di base, che possiamo definire di livello “entry”, in cui offrono diversi loro prodotti gratuitamente. Naturalmente, questo non elimina i profitti, poiché oltre alle entrate pubblicitarie esistono anche tecniche di marketing studiate per spingere il lettore ad acquistare abbonamenti, ebook, stampe, ecc. Tutto questo è sicuramente molto bello, poiché la gratuità consente a chiunque abbia una connessione internet di accedere a contenuti che possono servire per acquisire una conoscenza di base (a volte anche approfondita) in quasi ogni campo. Tuttavia, ci sono anche effetti negativi: un calo generale della qualità del materiale pubblicato, la proliferazione di notizie false e di pratiche scorrette come il click baiting. Soprattutto, è accaduto che la maggioranza delle persone oggi pretende di ottenere tutto gratis. Vent’anni fa, all’inizio degli anni 2000, prima della diffusione su larga scala delle connessioni adsl e del web 2.0, era normale recarsi in edicola o in libreria per acquistare prodotti editoriali, oggi non più, lo fa solo una minoranza di persone.

Dunque, oggi si presenta il problema di come ovviare alla necessità di pubblicare materiale gratuito, essenziale per raggiungere un pubblico abbastanza ampio, senza scendere a compromessi sulla qualità dei contenuti. La creazione di un articolo ben scritto, frutto di una conoscenza approfondita sull’argomento trattato, ovviamente richiede tempo ed è possibile grazie allo studio e alla fatica con cui l’autore si è formato. Ed è qui che le intelligenze artificiali entrano in scena. Con esse è possibile creare contenuti in tempi molto più brevi, mantenendo una qualità superiore rispetto allo standard (piuttosto basso) venutosi a creare negli ultimi anni, ma ciò solo se a guidare la mano dell’IA è una figura umana che ben conosce l’argomento. Inoltre, con poco sforzo è possibile arricchire il materiale creato con immagini, filmati e musiche “originali”, senza trascurare la possibilità di tradurre il tutto in diverse lingue, in modo quasi automatico. Le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per aiutare a correggere le bozze grazie alle tecniche di Natural Language Processing (NLP) utili ad analizzare il testo e rilevare errori grammaticali, sintattici e ortografici. Oltre alla correzione grammaticale, l’IA può essere utilizzata per identificare possibili problemi semantici o di contenuto all’interno del testo. Ad esempio, l’IA può rilevare eventuali incongruenze o ripetizioni e identificare problemi di coerenza.

Nel mio piccolo, ho avviato alcune sperimentazioni per verificare quali potessero essere i vantaggi offerti dalle IA attualmente disponibili (per di più in modo gratuito). La prima di queste riguarda la traduzione in lingua inglese di alcune guide dedicate a noti software grafici. Come se la cava ChatGPT nelle traduzioni rispetto ad altre note soluzioni automatizzate disponibili sul web? Proviamo a chiedere all’oste come è il suo vino:

Qual è la differenza tra le tue traduzioni e quelli di un sistema come Google Translate?
“Ci sono alcune differenze tra le traduzioni che fornisco come modello di lingua artificiale e quelle fornite da un sistema come Google Translate. In primo luogo, il mio addestramento è basato su una vasta quantità di dati e testi di alta qualità, il che significa che le mie traduzioni possono essere più accurate e coerenti rispetto a quelle generate da un sistema di traduzione automatica come Google Translate. In secondo luogo, come modello di lingua, ho una maggiore conoscenza delle regole grammaticali e della sintassi delle lingue che traduco, il che significa che le mie traduzioni possono essere più fluide e naturali rispetto a quelle generate da un sistema di traduzione automatica. Infine, come modello di lingua, sono in grado di comprendere il contesto e il significato del testo originale, il che significa che le mie traduzioni possono essere più precisi rispetto a quelle generate da un sistema di traduzione automatica.”

Come ci si aspettava, il suo vino è buono. In realtà dalla mia esperienza posso tranquillamente affermare che ChatGPT è stato persino modesto nel rispondere a quella domanda. Non solo la sua IA comprende il linguaggio, ma a volte ha dimostrato di possedere una conoscenza approfondita degli argomenti che gli ho sottoposto, corredando la traduzione con qualche approfondimento e informazioni aggiuntive.

Un altro esperimento a cui attualmente mi sto dedicando è il sito The AI Blog, un blog in lingua inglese in cui pubblico argomenti di tecnologia, scienza e arte, dove campeggia la scritta: All images and all text in this blog were created by artificial intelligences. L’idea di creare un sito del genere è nata leggendo i commenti delle persone contrarie al proliferare di questo tipo di tecnologie (individui sostanzialmente contrari al progresso). Una provocazione dunque, ma utile all’argomento trattato in questo articolo. Nel leggere: “Tutte le immagini e il testo del blog sono stati creati da intelligenze artificiali” chiunque potrebbe pensare lì per lì che si tratti di un sito interamente creato da un’IA. Ovviamente questa sarebbe un’interpretazione sbagliata, poiché si tratta di un blog realizzato con le IA e non dalle IA. L’obiettivo è quello di utilizzare le intelligenze artificiali per creare articoli, ma con la supervisione umana per garantire che il contenuto sia coerente e basato sulle conoscenze dell’autore sull’argomento trattato. Bisogna comprendere che uno strumento come ChatGPT non è perfetto e spesso commette errori nella scrittura e nella risposta a domande di vario genere. Chiunque abbia una conoscenza approfondita di un qualsivoglia argomento avrà buone probabilità di cogliere il chatbot in fallo nel giro di poche domande. Pertanto, utilizzarlo in modo acritico, come farebbe uno studente che non ha intenzione di consultare un libro, porterà chiunque a elaborare scritti con errori o contraddizioni. Questo dovrebbe in qualche modo rassicurare coloro che temono di essere sostituiti o di perdere il lavoro a causa delle IA. Chi non sa nulla di grafica e non sa utilizzare alcun software grafico non risolverà semplicemente dialogando con una IA, almeno non nell’imminente futuro. D’altro canto, chi si lascerà sopraffare dal pregiudizio, escludendo a priori di utilizzare simili strumenti, potrebbe perdere delle occasioni interessanti.

Nelle ultime settimane ci sono stati vari rumors riguardo una versione 4 di ChatGPT dalla potenza incredibilmente superiore a quella attuale, alcuni sostengono che sarebbe persino in grado di creare un intero libro di decine di migliaia di parole partendo da un singolo prompt. Tuttavia, il CEO di OpenAI ha dichiarato che queste voci sono infondate e non c’è alcuna versione 4 di ChatGPT in via di sviluppo o prevista. Per il momento è in fase di sperimentazione una versione ‘professional’ a pagamento, ma non si sa ancora né quanto costerà, né cosa offrirà in più rispetto alla versione gratuita, oltre a si spera una maggiore stabilità dei server. Personalmente mi auguro l’arrivo di un plugin ufficiale per integrare l’IA direttamente in WordPress (e magari un giorno anche in Indesign di Adobe o nel Microsoft Office).

Dunque possiamo affermare che le intelligenze artificiali stanno già iniziando a giocare un ruolo importante nell’editoria digitale, ecco come è possibile impiegarle ora e in un futuro prossimo:

  • Scrittura automatica: le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per generare testo automaticamente, come ad esempio le notizie, gli articoli, e i contenuti di intrattenimento. Questo può essere utile per la creazione di libri digitali in quanto può automatizzare il processo di scrittura e di editing e consentire una maggiore produttività degli scrittori.
  • Analisi del contenuto: Le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per analizzare il contenuto dei libri e raccogliere dati su argomenti, stile, tono e altri elementi linguistici e di scrittura. Questi dati possono essere utilizzati per migliorare la qualità dei libri e per aiutare gli scrittori a capire meglio i loro lettori.
  • Interattività: le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per creare libri digitali interattivi, in cui i lettori possono prendere decisioni che influiscono su come la storia si sviluppa.
  • Accessibilità: le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per creare libri digitali accessibili, come ad esempio libri vocali o libri con testo ingrandito per i non vedenti o per quelli con difficoltà visive.
  • Le intelligenze artificiali possono essere utilizzate per creare artwork grafici, come ad esempio copertine di libri o immagini per libri illustrati o per arricchire articoli di blog e siti web. Ci sono già alcuni strumenti basati sull’IA che possono generare automaticamente immagini, utilizzando tecniche come il deep learning e il generative adversarial network (GAN).
  • Nella SEO, ad esempio, le IA possono essere utilizzate per analizzare i dati di ricerca e ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca. Inoltre, le IA possono aiutare a identificare e targettizzare le parole chiave più efficaci per aumentare il posizionamento dei siti web nei risultati di ricerca.
  • Nel copywriting, le IA possono essere utilizzate per generare automaticamente il testo di un’e-mail di vendita, di un annuncio pubblicitario o di un landing page. Inoltre, le IA possono essere utilizzate per analizzare i dati demografici e comportamentali dei clienti e personalizzare il contenuto in base a questi dati.

Prima di salutarci, vi lascio con un quesito che da oggi potrebbe accompagnarvi nella lettura di qualsiasi sito: secondo voi, in che percentuale il testo di questo articolo è stato creato da un’IA?