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Editoria in crisi: l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul futuro del settore

L’editoria sta vivendo una trasformazione profonda e radicale, spinta dalle innovazioni tecnologiche e dalle nuove modalità di fruizione dei contenuti da parte degli utenti. Google, durante il suo keynote del 2024, ha introdotto aggiornamenti significativi al suo motore di ricerca, tra cui il “Circle to Search” e un’esperienza di ricerca multisearch potenziata dall’intelligenza artificiale. Queste funzionalità permettono agli utenti di cercare informazioni direttamente da qualsiasi contenuto visualizzato sullo schermo, utilizzando gesti intuitivi come circondare o evidenziare parti del testo, delle immagini o dei video. Questo rende la ricerca più immediata e integrata con l’esperienza d’uso quotidiana, riducendo il bisogno di passare da un’app all’altra. Inoltre, l’AI generativa di Google ora offre risposte complesse e contestuali, semplificando la ricerca di informazioni e arricchendo l’esperienza dell’utente.

Questi cambiamenti sono innovativi e potenzialmente dirompenti per l’industria editoriale tradizionale. Negli ultimi dieci anni, i ricavi degli editori hanno subito una flessione significativa, un trend che appare destinato a proseguire nei prossimi anni. Secondo il report annuale della Association of American Publishers (AAP), nel 2022 i ricavi dell’industria editoriale statunitense ammontavano a 28,1 miliardi di dollari, con un calo del 2,6% rispetto ai 28,85 miliardi del 2021 . Questa riduzione è dovuta principalmente alla diminuzione dei ricavi pubblicitari, all’adozione crescente di ad blockers e alla concorrenza dei contenuti gratuiti offerti dalle piattaforme digitali e dai social media.

Guardando al futuro, le previsioni indicano una continua e più accentuata erosione dei ricavi per gli editori tradizionali. Le nuove tecnologie di ricerca e l’AI generativa rendono più facile per gli utenti trovare informazioni senza dover visitare direttamente i siti degli editori. Ciò potrebbe ridurre ulteriormente il traffico verso questi siti, erodendo la loro base di utenti e, di conseguenza, i ricavi pubblicitari. Le previsioni per i prossimi cinque anni mostrano che i ricavi degli editori tradizionali potrebbero scendere ulteriormente fino a 15 miliardi di dollari entro il 2029, seguendo una curva discendente accentuata dalle innovazioni tecnologiche.

Tuttavia, questa situazione non è priva di opportunità. I piccoli editori digitali possono trarre vantaggio dall’ecosistema in evoluzione sfruttando piattaforme digitali e social media per raggiungere il loro pubblico. Concentrandosi su contenuti di nicchia e altamente specializzati, questi editori possono costruire comunità fedeli e coinvolte, disposte a pagare per contenuti di qualità. L’uso di piattaforme come Patreon e Substack offre modelli di business alternativi che non dipendono dalle tradizionali entrate pubblicitarie, ma piuttosto da abbonamenti e microtransazioni. Inoltre, la capacità di adattarsi rapidamente alle nuove tecnologie e di sfruttare l’AI per migliorare la produzione e la distribuzione dei contenuti rappresenta un vantaggio competitivo significativo.

Analizzando i dati degli ultimi dieci anni, è evidente come il settore editoriale tradizionale sia stato colpito da una serie di fattori negativi. La diffusione del web 2.0 e dei dispositivi mobili ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone consumano informazioni. Le edicole e gli abbonamenti cartacei hanno visto un declino, mentre i contenuti digitali gratuiti sono diventati sempre più popolari. Questo ha spinto molti editori tradizionali a ridurre le loro operazioni o a chiudere completamente. I ricavi pubblicitari, una volta il pilastro finanziario di molti giornali e riviste, sono stati erosi dalla concorrenza di piattaforme come Google e Facebook, che offrono agli inserzionisti opzioni più mirate e misurabili.

Il grafico qui sopra mostra l’andamento dei ricavi degli editori negli ultimi dieci anni, con una previsione per i prossimi cinque anni. Come si nota il settore subirà un calo costante, sia nei prodotti editoriali tradizionali, sia nei ricavi pubblicitari, solo i prodotti digitali cresceranno.

Questa previsione negativa è ovviamente di natura probabilistica(*), tuttavia essa evidenzia le sfide e le opportunità del settore editoriale nel contesto della rivoluzione digitale e dell’intelligenza artificiale. Gli editori tradizionali dovranno innovare e adattarsi per sopravvivere, mentre i piccoli editori digitali hanno la possibilità di prosperare in questo nuovo panorama, sfruttando le tecnologie emergenti e modelli di business innovativi per catturare e mantenere l’attenzione del loro pubblico.

Per i grandi editori tradizionali, il percorso sarà arduo. Dovranno investire significativamente nell’adozione di nuove tecnologie, nella formazione del personale e nella creazione di nuovi modelli di business che possano competere con le offerte digitali. Tuttavia, quelli che riusciranno a evolvere potrebbero trovare nuove fonti di ricavo attraverso la monetizzazione dei contenuti digitali, l’espansione delle loro piattaforme online e la creazione di partnership strategiche con altre aziende tecnologiche.

D’altro canto, i piccoli editori digitali, grazie alla loro agilità e capacità di innovare rapidamente, sono posizionati in modo unico per trarre vantaggio da questo cambiamento. Sfruttando l’intelligenza artificiale per migliorare la personalizzazione dei contenuti e utilizzando i social media per ampliare il loro pubblico, possono creare esperienze utente coinvolgenti e differenziate che attraggono lettori e inserzionisti.

(*) Il sistema di previsione adottato in questo articolo utilizza dati storici sui ricavi dei media tradizionali, digitali e pubblicitari, combinati con algoritmi frattali per introdurre variazioni realistiche. L’andamento negativo riflette l’erosione dei ricavi pubblicitari a causa degli ad blockers, la competizione dei contenuti gratuiti sui social media e soprattutto le nuove tecnologie di ricerca che riducono il traffico verso i siti degli editori tradizionali.

Fonti