1.1 – Primi passi – Introduzione

Blender è un popolare software libero che grazie a delle potenti features ha conquistato un posto di rilievo accanto ai mostri sacri del settore. Con un semplice download gratuito dal peso di poche centinaia di megabyte, otterrete tutto ciò che occorre a produrre e sviluppare qualsiasi elemento, o intero progetto, nell’ambito della grafica 3D. Per muovere i primi passi in questo importante ramo dell’arte grafica contemporanea non occorre possedere costose workstation, né software le cui licenze valgono migliaia di euro, poiché molti dei personal computer in vendita oggi nei centri commerciali hanno la potenza per iniziare a inoltrarsi nel mondo del rendering 3D e dell’animazione computerizzata, oltre che della produzione di modelli e texture per lo sviluppo di videogames. La quasi trentennale storia di Blender ha avuto inizio nel 1994 in qualità di applicazione proprietaria dello studio di animazione olandese NeoGeo; successivamente esso è stato distribuito al pubblico in versione freeware ottenendo un discreto seguito di appassionati. Nel 2001 la crisi dell’azienda NaN ha rischiato di causare l’interruzione definitiva dello sviluppo di Blender, evitata grazie a un accordo con i creditori che permise il rilascio del codice sotto licenza GNU, previo pagamento di un forfait stabilito in centomila euro e liquidato con lo straordinario successo della raccolta fondi organizzata dallo stesso autore di Blender: Ton Roosendaal. Ed è così che oggi possiamo godere di uno straordinario applicativo grafico di qualità professionale, in continua evoluzione e costantemente aggiornato, il tutto a prezzo zero. Attualmente è la Blender Foundation a guidare l’incessante lavoro degli sviluppatori che rende questo software sempre più amato dagli appassionati. Blender viene impiegato nella modellazione 3D, nella realizzazione di animazioni e post-produzione di filmati reali, nel rendering fotorealistico di scene raffiguranti ambienti o edifici d’interesse architettonico, e tanto altro. Sul sito www.blender.org vengono indicati i seguenti requisiti di sistema:

Configurazione minima:

  • Cpu 64-bit quad core (SSE2)
  • 8 Gb di Ram
  • Scheda grafica di fascia media con 2 GB di memoria video (OpenGL 3.3)

Configurazione raccomandata:

  • CPU 64-bit eight core
  • 32 GB Ram
  • Scheda grafica di fascia alta 8 GB (OpenGL 3.3)

La rivoluzionaria release 2.80 ha senz’altro introdotto Blender nell’olimpo del software 3D. La rottura col passato è stata particolarmente evidente soprattutto per la mancanza del celebre motore di rendering: Blender Render (noto anche come Blender Internal) e della relativa l’anteprima OpenGL (GLSL). Al loro posto oggi compare il pregiato engine real time Eevee, scalabile e intimamente connesso al fotorealistico Blender Cycles con cui condivide l’approccio PBR (physically based rendering). La decisione di abbandonare blender render dopo vent’anni di onorata carriera è apparsa inizialmente fin troppo drastica, infatti fino alle release 2.7x esso godeva ancora di molti utenti. Basti pensare che il film di animazione Gatta Cenerentola (2017) vincitore di moltissimi ambiti premi è stato realizzato proprio con questo engine. In realtà la portata e la necessità di un simile cambiamento è piuttosto semplice da comprendere.

Osservando l’immagine in alto noterete due render: a destra una scena originariamente renderizzata con blender render (release 2.79) mentre a sinistra la medesima scena renderizzata in tempo reale dall’engine eevee. Si, avete capito bene, a eevee basta meno di 1/60° di secondo per generare un’immagine simile a quella che a blender render costa diversi minuti di elaborazione su una cpu multi core. A difesa di blender render bisogna dire che per ottenere una resa parzialmente fotorealistica (sicuramente superiore a quella di eevee) è necessario attivare un complesso algoritmo Raytraced molto preciso nel calcolo di ombre e riflessioni, ma anche piuttosto pesante. In Blender il vero fotorealismo lo otterremo utilizzando il potente engine Cycles, il quale sfrutta GPU e CPU insieme o singolarmente. Sebbene l’engine Eevee sia decisamente indicato per il rendering non fotorealistico o per generare immagini parzialmente fotorealistiche, la sua utilità è anche quella di dare all’utente un’ottima approssimazione in tempo reale delle scene che andremo infine a renderizzare in Blender Cycles.

Per iniziare a utilizzare Blender 3.3 e con esso apprendere le fondamentali tecniche della grafica 3D non sono richieste particolari conoscenze pregresse o studi in tal senso; occorre il giusto quantitativo di passione per ciò che da decenni è uno dei campi più affascinanti della computer grafica, insieme a una buona dose di pazienza e tanta voglia di sperimentare. Blender è in primo luogo uno strumento per grafici e come tale il suo scopo è quello di rendere produttivo l’artista dopo un ragionevole periodo di apprendimento. Dunque non è necessaria la conoscenza iniziale dei fondamenti teorici della grafica 3D, i cui concetti generali sono esposti in questa guida con l’analisi pratica di esempi dalla complessità né banale, né elevata. Non troverete interi progetti da seguire passo-passo come accade in molte guide dedicate ai software grafici di questo genere. Il motivo di tale scelta è molto semplice: sul web esistono già migliaia di tutorial (quasi tutti video HD) molti dei quali gratuiti che mostrano come realizzare particolari effetti o come creare vari tipi di modelli 3D completi di materiali e texture. Quindi ho ritenuto che una guida come questa dovesse soprattutto preoccuparsi di condurre per mano il principiante (ma anche coloro che hanno già una conoscenza di software analoghi) in un ideale percorso di orientamento tra i tanti strumenti utilizzati nel campo della grafica 3D. La funzione principale di un software come Blender è la progettazione di svariate tipologie di scene all’interno di uno spazio tridimensionale virtuale, dove a partire da un punto di osservazione, anch’esso virtuale, arriveremo a ottenere delle immagini più o meno realistiche dette Render. Possiamo considerare il Rendering 3D come la resa prospettica di una qualsiasi scena tramite la combinazione di quattro elementi tra loro strettamente interconnessi: luce, forma, ombre, colore. Il principale dei nostri cinque sensi è senz’altro la vista, cioè la percezione del comportamento fisico della luce (spettro visibile). La vista ci consente di distinguere le forme e i colori del mondo grazie alla proprietà della luce di venire parzialmente o interamente riflessa dalle superfici (come anche assorbita e rifratta dai volumi) formando complesse ombreggiature che, insieme all’eventuale proiezione di ombre su altre superfici, evidenzieranno la forma tridimensionale dei corpi. Nonostante molti artisti 3D amino dedicarsi alla realizzazione d’immagini fisse, la potenza di un software come Blender trova la sua ideale applicazione nella creazione di sequenze animate. Motivo per cui arriveremo a studiare i principi del movimento, sia quello determinato istante per istante dall’artista/regista, sia quello definito da una precisa dinamica fisica. Prima di tutto ci occuperemo della forma esplorando le basi della modellazione 3D. Successivamente approfondiremo i restanti argomenti: luce ombre e colori, che derivano tutti dall’azione del motore di rendering, il cui scopo è come detto quello di trasformare la scena virtuale nelle immagini digitali che infine rappresenteranno il nostro progetto.

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